DIO, PATRIA E FAMIGLIA O LIBERI, SOCIALI E NAZIONALI?

fascis2x0.jpgLe due anime del fascismo, un rapporto di odio e amore

 Il fascismo come fenomeno politico e sociale presenta una disomogeneità che in altre pensieri politici si riscontra difficilmente. Già nel parlare delle sue premesse sociali ci si trova di fronte la difficoltà nel riuscire a individuare gli agenti che lo hanno generato. Allo stesso modo nel definire le origine ideologiche le difficoltà sorgono nel considerare le molte categorie e idee differenti, alle volte antitetiche. E’ un socialismo, ma di stampo nazionale; un movimento rivoluzionario, ma sostenitore del rispetto dei valori nazionali; un baluardo contro la borghesia, ma difende l’interclassismo e il corporativismo.

Un problema storiografico ancora irrisolto, le cui soluzioni sono altrettanto variegate e divergenti. Prendendo a prestito la distinzione tra Fascismo Movimento e Fascismo Regime di Renzo De Felice (Intervista sul Fascismo, Laterza) si può facilmente distinguere nel fascismo sostanzialmente due anime: una rivoluzionaria e squadrista e un’altra conservatrice e borghese. La prima nata dai fermenti sociali e politici del primo dopo guerra e la seconda dal compromesso con i poteri economici e politici tradizionali. Nell’azione delle squadre d’assalto si forgiava il mito del fascismo rivoluzionario che agivano contro i nemici comunisti e liberali dell’Italia. Questo è il primo fascismo, quello agrario, fiero di essere l’unica forza rigeneratrice della nazione. L’altro interessato a mantenere il proprio status quo derivante dai privilegi di classe.

 Si è soliti riassumere il fascismo nel motto “Dio, Patria e Famiglia”. Questa semplificazione è in realtà il frutto di una tradizione storica di stampo tradizionalista. Questi valori, in parte presenti nel fascismo movimento, sono entrati nel serbatoio ideologico dopo il compromesso con la Chiesa Cattolica e la Chiesa. In principio il fascismo si è presentato agli occhi del ceto medio, il principale sostenitore, come una forza antagonista al Re, all’alta borghesia a tutti quei poteri che si erano arricchiti a danno delle classi subalterne. La guerra era stata l’occasione per mostrare la fiacchezza della classe liberale e l’irruenza delle giovani generazioni. Il Manifesto di San Sepolcro del 1919 esprime benissimo questo messaggio. Punto per punto si evidenza il desiderio di rigenerazione, di una rivoluzione nazionale per purificare la nazione dai parassiti sociali. “Liberi, Sociali e Nazionali” è l’espressione che riassume il fascismo movimento. La nazione come religione e Dio superiore, liberi nella famiglia – nazione e sociali contro gli egoismi di classe. Il fascismo di sinistra si è formato nell’azione dei sindacati fascisti che si opposero ai compromessi del capitalismo nostrano, ma estromesso e reso una nicchia all’interno del PNF. Il fascismo di destra invece ha man mano preso il monopolio politico del partito estromettendo gli elementi più estremisti e dirigendo la politica del Duce verso il liberismo prima e verso l’industrismo di stato poi, con la crisi del 1929. Liberali, monarchici e semplici conservatori costituirono quindi l’ossatura principale del regime.

 Queste due anime, queste due visioni della missione del fascismo videro nella figura del Duce, di Benito Mussolini, il motivo nel cercare forme di compromesso per il bene nazionale. Queste positive intenzioni furono ostacolate e negate dai principali esponenti del gabinetto di Mussolini.

 A questo punto viene spontanea una domanda: come considerare il fascismo? Dio, Patria e Famiglia o Liberi, Sociali e Nazionali?

 Alfredo Incollingo

DIO, PATRIA E FAMIGLIA O LIBERI, SOCIALI E NAZIONALI?ultima modifica: 2012-08-07T13:57:00+02:00da ereticus3
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